La Virtus Bologna si gode il momento dopo la vittoria contro Scafati, la settima consecutiva, ma il primato non viene ricondotto soltanto alla serie positiva. Alla base della stagione c’è un percorso costruito nel tempo, attraverso analisi, scouting e scelte tecniche orientate a individuare giocatori con margini di crescita.
In questo lavoro hanno un ruolo centrale Paolo Ronci, direttore generale del club, e Francesco Olivo, scout della società. La loro attività si è sviluppata a partire da una necessità precisa: costruire una squadra competitiva senza poter contare sulle stesse risorse economiche delle principali concorrenti europee. La strategia è stata quindi quella di anticipare il mercato e puntare su profili ancora lontani dai circuiti più affermati.
La ricerca di giocatori da valorizzare
Negli ultimi anni l’area sportiva ha potuto contare su una maggiore autonomia tecnica e operativa. Questo ha consentito ai professionisti incaricati della selezione di trasformare le valutazioni in scelte concrete. Nel roster sono così arrivati diversi giocatori provenienti da mercati non direttamente collegati all’Eurolega.
Rasheed Bello è stato individuato in Belgio dopo una sola stagione europea, mentre Bobi Klintman e Wendell Moore sono arrivati dalla G-League, con talento e prospettive di sviluppo. Trent Frazier è stato invece ingaggiato dopo le esperienze in Russia, un campionato ormai meno esposto rispetto al passato nel panorama del basket europeo.
Tra le scelte più significative c’è anche Marcus Carr, oggi considerato uno dei leader della squadra. Il giocatore è arrivato da Wurzburg senza avere mai disputato l’Eurolega, ma il suo approdo non è stato il risultato di una decisione estemporanea. Carr era già stato seguito nella stagione precedente e monitorato nei mesi successivi. La sua crescita rappresenta quindi la conferma di un’idea coltivata a lungo.
Il ruolo dell’allenatore
La stessa impostazione riguarda alcune scommesse ereditate dalla stagione precedente. Aliou Diarra era arrivato dal Ruanda senza esperienza nel basket europeo e si è trasformato in una risorsa importante. Derrick Alston proveniva invece dalla Liga spagnola, ma da una realtà di dimensioni contenute come Manresa. In entrambi i casi, il club ha scelto di puntare sul potenziale oltre che sulle esperienze già consolidate.
A completare il progetto è Alex Mumbrù, la cui scelta ha dato una direzione precisa al rinnovamento della squadra. Ritmo, corsa e coinvolgimento del pubblico sono gli elementi di un’identità già riconoscibile. Il percorso resta lungo, ma i risultati ottenuti dalla Virtus indicano come il lavoro di scouting e la guida tecnica stiano trovando una traduzione concreta sul parquet.