Gli scontri avvenuti durante il corteo di sabato 17 ottobre hanno lasciato a Bologna danni stimati in oltre 250mila euro. Nel corso delle violenze, una parte dei manifestanti avrebbe utilizzato cassonetti, biciclette e altri oggetti come barricate, danneggiando anche segnaletica, mezzi del trasporto pubblico e strutture presenti lungo le strade del centro.
Il bilancio riguarda beni pubblici e privati. Ridemovi ha stimato perdite comprese tra 60 e 70mila euro: 25 biciclette elettriche sono state completamente incendiate e circa un centinaio ha riportato danni meccanici. Alcuni mezzi, insieme a contenitori stradali, sarebbero stati impiegati per bloccare le vie interessate dal corteo e poi dati alle fiamme.
Le spese per ripristini e trasporti
Il Comune ha già quantificato in circa 50mila euro le somme necessarie per il ripristino dell’asfalto, della segnaletica e per la raccolta dei rifiuti. Hera, dopo le verifiche sui contenitori danneggiati e il recupero di alcuni cassonetti, ha stimato ulteriori perdite per circa 35mila euro.
Altri danni hanno riguardato il cantiere del tram nella parte finale di via Indipendenza e all’inizio del ponte Matteotti. In quell’area sono stati smantellati circa 250 metri di cantiere ed è stato danneggiato un escavatore, per un valore stimato intorno ai 50mila euro.
Pesante anche il bilancio per Tper, che ha riferito di cinque autobus vandalizzati e di diverse pensiline e paline di fermata danneggiate tra piazza Medaglie d’Oro, viale Pietramellara e piazza XX Settembre. L’azienda ha stimato perdite superiori ai 50mila euro. Gli scontri hanno inoltre provocato la paralisi del trasporto pubblico per alcune ore nel pomeriggio, il blocco dell’accesso all’Autostazione per più di due ore e deviazioni necessarie fino al ripristino della viabilità.
Il fondo per le attività colpite
Il Comune di Bologna intende presentare in Giunta un atto per istituire un fondo di sostegno e risarcimento destinato ai commercianti che hanno subito danni. Alle risorse comunali si punta ad affiancare contributi della Prefettura e della Regione Emilia-Romagna. L’annuncio è stato fatto dall’assessora Luisa Guidone durante un incontro con le associazioni di categoria.
Sul piano della responsabilità, l’ordinamento italiano prevede che i danni causati durante una manifestazione siano risarciti dai singoli responsabili, se identificati e condannati, anche attraverso la costituzione di parte civile degli enti danneggiati. Il Comune ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile per chiedere il ristoro delle somme sostenute.
Se gli autori non vengono individuati, i costi per i beni pubblici possono ricadere sulla collettività. I proprietari privati, invece, possono contare sulle coperture assicurative o su eventuali interventi di sostegno pubblico. L’assessore ai lavori pubblici Simone Borsari ha aggiunto che, in caso di minorenni coinvolti, la responsabilità potrebbe ricadere sulle famiglie secondo quanto previsto dalla legge.
Nel frattempo, dopo gli episodi registrati anche in altre città durante le proteste contro il carovita, la Lega ha annunciato la riproposizione di un disegno di legge per introdurre una garanzia finanziaria a carico degli organizzatori delle manifestazioni considerate a rischio. La proposta prevede l’utilizzo della cauzione per coprire eventuali danni, ma ha già suscitato critiche e dubbi sulla sua compatibilità con i principi costituzionali.