Una chat su WhatsApp sarebbe stata utilizzata da un gruppo di ragazzi, in gran parte studenti tra i 14 e i 18 anni, per discutere di possibili assalti a negozi e attività commerciali di Bologna. Il gruppo, secondo quanto emerge dai messaggi visionati, contava 228 membri, anche se il numero degli iscritti sarebbe aumentato nei giorni successivi.
Il nome scelto per la conversazione è 24 e 30 ottobre guerra, con riferimento a nuove mobilitazioni ancora in fase di organizzazione. Nei messaggi, i partecipanti richiamano gli scontri avvenuti nel fine settimana in diverse città italiane e il cosiddetto modello Milano, dove alcuni manifestanti avrebbero danneggiato e poi svaligiato un punto vendita.
I sondaggi sui negozi
All’interno della chat sarebbero comparsi diversi sondaggi con l’indicazione dei negozi da prendere di mira. Tra le destinazioni elencate figurano Apple, Foot Locker, Jd, Snipes e Nike, oltre alle boutique di Louis Vuitton e Swarovski. Un messaggio propone, in particolare, di verificare se tutti fossero d’accordo per puntare su Foot Locker e Snipes.
La conversazione sarebbe stata condivisa anche in alcuni gruppi di classe e di istituto. Dai contenuti pubblicati, riferisce la ricostruzione, emergerebbe inoltre che alcuni partecipanti alla chat potrebbero aver preso parte agli scontri dei giorni precedenti. Si tratta di elementi ora da verificare, mentre le forze dell’ordine sono chiamate a valutare l’attendibilità dei messaggi e l’eventuale collegamento con fatti concreti.
La reazione del Comune
Il Comune di Bologna ha annunciato che si costituirà parte civile per chiedere ai responsabili delle devastazioni avvenute in città il risarcimento dei danni. A comunicarlo è stato l’assessore ai Lavori pubblici Simone Borsari, secondo cui, nel caso di minorenni, la responsabilità ricadrebbe sulle famiglie nei termini previsti dalla legge.
Il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Matteo Di Benedetto, ha sostenuto che gruppi di violenti starebbero reclutando giovani attraverso le chat scolastiche per coinvolgerli nelle proteste contro la polizia. Di Benedetto ha rivolto un appello agli studenti e ai rappresentanti d’istituto, invitandoli a non farsi coinvolgere in iniziative violente e chiedendo l’apertura di un confronto nelle scuole.
La mobilitazione annunciata sui social
Nel frattempo, sui social è stato annunciato il Movimento 17 ottobre, nato dopo le manifestazioni contro il carovita e il governo. Il gruppo propone una mobilitazione ogni sabato alle 15 in diverse città italiane, tra cui Bologna, Milano, Roma, Torino, Firenze, Padova, Bari e Genova.
Nel messaggio diffuso online si parla di una mobilitazione permanente fino alla caduta del governo e si invitano gli utenti a unirsi a un canale Telegram. Il profilo, che conta oltre mille follower, utilizza toni duri contro le istituzioni e le forze dell’ordine. Gli annunci contenuti sui social e le conversazioni private restano comunque distinti dall’accertamento di eventuali responsabilità penali, che spetta agli investigatori e alla magistratura.