Tensione civica

Contestazione a Lepore al Pilastro durante l’inaugurazione

I gruppi Mu Basta e Popolare Pilastro hanno consegnato una missiva con quasi mille adesioni per chiedere un confronto sul quartiere.

Contestazione a Lepore al Pilastro durante l’inaugurazione

Contestazione al Pilastro per il sindaco di Bologna Matteo Lepore, intervenuto all’inaugurazione dei rinnovati spazi della struttura sanitaria insieme alla direttrice generale dell’Ausl di Bologna, Anna Maria Petrini. L’iniziativa si è svolta senza degenerazioni, ma in un clima di forte tensione, con applausi ironici, slogan e cartelli esposti a poca distanza dall’ingresso della Casa della Comunità.

Al presidio hanno partecipato circa 15 attivisti del comitato Mu Basta e del comitato Popolare Pilastro, rimasti sul posto fino alla fine della mattinata. Una manifestante è riuscita a infilare nella giacca del sindaco il resto di un fumogeno lacrimogeno raccolto nel parco dove sta sorgendo il futuro Museo dei bambini. L’oggetto, residuo degli scontri dei mesi scorsi tra oppositori dell’opera e forze dell’ordine, è stato immediatamente preso in consegna dalla scorta.

La protesta contro il museo

La mobilitazione riguarda in particolare il Muba, il Museo delle bambine e dei bambini i cui lavori sono già iniziati e la cui conclusione è prevista nel 2027. I comitati contestano la realizzazione dell’opera e accusano l’amministrazione comunale di non garantire un confronto sufficiente sul futuro urbanistico del quartiere.

Nel pomeriggio il comitato Mu Basta ha diffuso una nota per esprimere delusione rispetto all’accoglienza ricevuta. Secondo gli attivisti, alcuni collaboratori del sindaco avrebbero cercato di impedire fisicamente l’esposizione dei cartelli. I manifestanti hanno comunque consegnato a Lepore una lettera sottoscritta da cittadini del Pilastro, che in pochi giorni avrebbe raccolto quasi mille firme.

La richiesta di un’assemblea

La missiva affronta diverse questioni che, secondo i residenti, riguardano il quartiere e si conclude con la richiesta di organizzare un’assemblea pubblica sul suo futuro urbanistico. I comitati sostengono che, allo stato attuale, gli abitanti non siano adeguatamente informati sulle scelte in corso.

Durante la mattinata Lepore ha respinto l’accusa di evitare il dialogo. Il sindaco ha sostenuto di recarsi al Pilastro ogni due o tre mesi e di conoscere molti residenti, osservando che alcune delle persone presenti nei comitati non le avrebbe mai incontrate in precedenza. Ha inoltre preso le distanze dagli scontri con la polizia, affermando che chi vi ha partecipato avrebbe poco a che fare con il quartiere. Sulla richiesta di un’assemblea, ha ricordato che il Comune organizza incontri pubblici con frequenza e ha invitato i contestatori a confrontarsi invece di limitarsi a urlare.