A novant’anni dall’oro olimpico conquistato da Trebisonda Valla, conosciuta da tutti come Ondina, Bologna ha reso omaggio alla campionessa con una targa commemorativa. La cerimonia si è svolta all’esterno della piscina Carmen Longo, sulla parete d’ingresso dell’impianto collocato nei pressi dello stadio Renato Dall’Ara.
Ondina Valla fu la prima donna italiana a vincere una medaglia d’oro olimpica. Il risultato arrivò ai Giochi di Berlino del 1936, quando l’atleta bolognese si impose negli 80 metri ostacoli. La targa intende ricordare un successo che rappresentò una svolta per lo sport italiano e mantenere viva la memoria di una delle figure più significative dell’atletica nazionale.
Il ricordo delle istituzioni sportive
Alla cerimonia hanno partecipato l’assessora allo Sport del Comune di Bologna, Roberta Li Calzi, il pronipote dell’atleta Stefano Valla, il presidente dell’Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia Marco Brugnoli, la consigliera Fidal Ester Balassini e i rappresentanti della SEF Virtus.
Li Calzi ha sottolineato il valore della storia di Ondina Valla per la città e per il Paese, evidenziando anche l’importanza di trasmetterne il ricordo alle ragazze e ai ragazzi che frequentano la struttura. La targa, quindi, non ha soltanto una funzione celebrativa, ma è pensata come uno strumento per collegare la vicenda dell’atleta alle nuove generazioni.
Un pannello per raccontare la campionessa
Accanto alla targa è stato collocato un pannello con QR code, realizzato per consentire ai visitatori di approfondire la storia della sportiva bolognese. Il 2026 riunisce tre ricorrenze legate alla sua biografia: il novantesimo anniversario del trionfo olimpico, i vent’anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2006, e i 110 anni dalla nascita, nel 1916.
Stefano Valla ha ricordato la campionessa anche sul piano personale, descrivendola come una donna solare, sorridente e dotata di grande umiltà. Per la famiglia, ha spiegato, ogni suo ritorno era motivo di festa. La collocazione della targa all’esterno della piscina Carmen Longo richiama inoltre il legame tra Ondina e lo stadio, considerato il luogo simbolico dell’atletica bolognese.