Sicurezza urbana

Bologna, doppia mobilitazione e massima allerta per sabato

Due appuntamenti contrapposti saranno esaminati dal Comitato provinciale, mentre restano riservati luoghi e percorsi.

Bologna, doppia mobilitazione e massima allerta per sabato

Bologna si prepara a una giornata caratterizzata da due mobilitazioni contrapposte, entrambe previste per sabato 10 ottobre. I Giovani Palestinesi hanno convocato un ritrovo alle 17 in piazza del Nettuno, mentre in città è attesa anche la riunione nazionale delle comunità aderenti alla Rete dei Patrioti, sigla che riunisce diverse formazioni di estrema destra. Gli appuntamenti sono stati esaminati giovedì dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

La manifestazione dei Giovani Palestinesi rientra in una giornata di mobilitazione nazionale che coinvolge anche Torino, con un appuntamento in piazza Castello. Lo slogan indicato nella locandina è "La fine del genocidio è la fine del sionismo". Il programma prevede la partenza da piazza del Nettuno e un successivo corteo, ma alla vigilia il percorso non è stato reso pubblico.

Le richieste della manifestazione

L’appello diffuso dagli organizzatori chiede la fine immediata della guerra a Gaza e dell’occupazione palestinese, lo sblocco degli aiuti umanitari e il ritiro dell’esercito israeliano dai territori palestinesi. Al Governo italiano viene chiesto di interrompere gli accordi militari, economici, accademici e politici con Israele e di introdurre un embargo militare.

Tra gli altri punti della piattaforma figurano il rifiuto dell’economia di guerra e delle politiche di riarmo europeo, considerate responsabili di sottrarre risorse a salari, welfare e sanità, oltre all’opposizione ai decreti sicurezza e al ddl Romeo sull’antisemitismo. Il documento include anche la richiesta di liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti in Israele, in Italia e in altri Paesi.

La riunione della Rete dei Patrioti

In contemporanea è prevista a Bologna la riunione nazionale della Rete dei Patrioti, realtà che raccoglie diverse formazioni dell’estrema destra e sostiene politiche di remigrazione. Al momento non sono stati comunicati né il luogo né l’orario dell’incontro. Nelle informazioni circolate non compare, inoltre, l’annuncio di un corteo.

Il precedente più vicino risale al 9 novembre 2024, quando una marcia della Rete dei Patrioti e di CasaPound tra la stazione e piazza XX Settembre aveva provocato la mobilitazione dei collettivi, scontri con la polizia e una lunga polemica tra Palazzo d’Accursio e il Viminale.

Il prefetto Enrico Ricci ha assicurato che tutte le situazioni sono monitorate, senza tuttavia rendere noti i dettagli delle eventuali prescrizioni adottate per la giornata. La vigilia arriva dopo una settimana segnata da nuove tensioni sul tema del conflitto israelo-palestinese.

Mercoledì, nel terzo anniversario dell’attacco di Hamas ai territori occupati da Israele, i Giovani Palestinesi hanno organizzato nell’aula Capecchi di via Zamboni 32 un incontro non autorizzato dall’Ateneo. Durante l’iniziativa il 7 ottobre è stato definito una delle più importanti azioni della Resistenza palestinese. Il sindaco Matteo Lepore ha giudicato orripilanti le parole pronunciate, mentre il prefetto ha definito l’iniziativa molto discutibile, spiegando che non era possibile intervenire in assenza di una richiesta del rettorato.

Sullo sfondo resta quanto accaduto il 7 ottobre dell’anno precedente, quando una manifestazione convocata dallo stesso collettivo in piazza del Nettuno, ma vietata, si era conclusa con cariche e idranti tra piazza Maggiore e via Rizzoli.