La classifica del Bologna è ancora difficile, ma Roberto Piccoli non considera compromessa la stagione. Il centravanti bergamasco, arrivato in estate in rossoblù, guarda alla sfida di domenica contro il Lecce con l’obiettivo di contribuire alla risalita della squadra e allontanarla dalla zona retrocessione.
Per Piccoli, il confronto del Via del Mare sarà particolarmente impegnativo. L’attaccante ha vestito la maglia salentina nella stagione 2023-2024, segnando cinque gol, alcuni dei quali decisivi per la salvezza. Conosce quindi l’ambiente e il peso del pubblico leccese: «Troveremo un ambiente ostile, il pubblico è tosto e sa trascinare la squadra a rimonte clamorose». Il giocatore ha richiamato anche le condizioni atmosferiche, ricordando il vento freddo che può caratterizzare lo stadio.
La fiducia nel gruppo
Il momento del Bologna, reduce da un avvio complicato, non viene però accostato da Piccoli alla situazione vissuta un anno fa a Firenze. «Non c’è nessuna analogia tra questa stagione e quella della Fiorentina: siamo solo alla quinta giornata», ha spiegato. A sostegno della sua tesi ha ricordato l’esempio dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, capace di trasformare un inizio con quattro sconfitte nelle prime cinque partite in una stagione conclusa al quarto posto e con la qualificazione all’Europa League.
Secondo l’attaccante, i risultati negativi del Bologna sono stati determinati anche dagli episodi. La squadra ha perso contro la Lazio dopo una rimessa laterale e contro l’Atalanta per un tiro arrivato al 96’, mentre a suo giudizio soltanto la gara di Napoli è stata meritata dagli avversari. «Se sistemiamo alcune cose, poi sono cavoli amari per tutti», ha detto, descrivendo il gruppo come fisicamente competitivo e ricco di qualità.
Il nuovo corso tecnico
Piccoli ha parlato anche del cambio in panchina. Con Vincenzo Tedesco, ha precisato, non ci sarebbero stati problemi personali: nel calcio, ha osservato, quando i risultati non arrivano è l’allenatore a pagare per primo. L’arrivo di Raffaele Palladino avrebbe invece portato entusiasmo e una nuova spinta sul piano del lavoro. Il tecnico ha chiesto alla squadra di credere nelle proprie possibilità e di adottare un calcio propositivo e offensivo, sostenuto da una preparazione completa.
Durante la pausa il Bologna ha lavorato con intensità e, secondo Piccoli, il gruppo si è presentato alla ripresa degli impegni con maggiore convinzione. L’attaccante ha sottolineato anche l’importanza dei compagni ritrovati a Casteldebole, come Nadir Zortea e Nicolò Cambiaghi, già conosciuti ai tempi dell’Atalanta. «Dobbiamo sfruttare anche in campo il fatto che ci conosciamo così bene», ha spiegato.
Il giocatore, che si definisce all’80 per cento della condizione, ha attribuito la rapidità del proprio ambientamento al clima dello spogliatoio. Ha inoltre ricordato la propria efficacia nei finali di partita, legata soprattutto alla tenuta atletica: quando sta bene, sostiene di poter giocare 95 minuti al massimo livello, mentre i difensori possono accusare la fatica.
Nonostante la posizione in classifica, Piccoli continua a mantenere una prospettiva ambiziosa. Mancano ancora 33 partite, ha osservato, e i punti disponibili sono 99: un ragionamento volutamente estremo per sottolineare che la stagione è ancora lunga. La Nazionale resta un obiettivo, ma la priorità dichiarata è fare bene con il club e lasciare al commissario tecnico ogni decisione.
Fuori dal calcio, l’attaccante coltiva la passione per il ciclismo, ereditata dalla famiglia. Il suo idolo è Peter Sagan e, in caso di una grande stagione personale e del Bologna, ha promesso di salire in bicicletta fino a San Luca, affrontando anche il ritorno. Una sfida simbolica legata al rendimento della squadra e alla possibilità di trasformare l’attuale salita in una rimonta.