Esami contestati

Caso Fakir a Bologna, l’avvocato: «Morte per cocaina»

La sostanza è emersa dagli accertamenti, ma la famiglia respinge il nesso con l’asfissia.

Caso Fakir a Bologna, l’avvocato: «Morte per cocaina»

La morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, avvenuta lo scorso luglio nel quartiere Pilastro di Bologna, resta al centro degli accertamenti della Procura. Nel fascicolo risultano iscritti due poliziotti, assistiti dall’avvocato Gabriele Bordoni, che ha indicato nella droga la causa principale del decesso.

Intervistato dall’agenzia Ansa, Bordoni ha sostenuto che la morte per ipossia sarebbe stata provocata dall’uso di cocaina. Secondo il legale, nel sangue dell’uomo sarebbe stata rilevata una quantità di metaboliti superiore di tre volte alla dose letale. La sua ricostruzione collega inoltre il decesso a un sanguinamento alveolare dei polmoni, contestando l’ipotesi secondo cui la presenza di sangue sarebbe stata conseguenza della compressione.

Gli accertamenti tossicologici

La presenza della sostanza è emersa dall’esame tossicologico eseguito sul corpo di Fakir. Tuttavia, la relazione conclusiva non è ancora disponibile ed è attesa tra circa venti giorni. Le analisi finora effettuate hanno quindi carattere parziale e dovranno essere interpretate all’interno del quadro complessivo degli accertamenti.

Proprio sul significato dei risultati si concentra il confronto tra le parti. Fabio Anselmo, avvocato della famiglia della vittima, ha riconosciuto che il livello di cocaina rilevato è rilevante, ma ha escluso che vi siano elementi oggettivi per concludere che la sostanza abbia rappresentato anche soltanto una concausa dell’asfissia.

Le posizioni contrapposte

Anselmo ha aggiunto che il tasso riscontrato corrisponderebbe alla metà della quantità che, secondo la letteratura citata dal legale, può provocare autonomamente la morte. Si tratta quindi di valutazioni differenti, formulate sulla base di esami ancora non completati e in attesa della relazione finale.

La definizione delle cause del decesso dipenderà dagli esiti conclusivi degli accertamenti e dalla loro valutazione da parte degli investigatori e della Procura. Al momento, le dichiarazioni dell’avvocato dei due agenti e quelle del legale della famiglia delineano due interpretazioni opposte sul peso della cocaina e sul rapporto tra la sostanza, l’ipossia e il sanguinamento polmonare.