Carte dall’estero

Caso Ustica, la Francia apre ai documenti e l’indagine continua

Procura romana valuta il ritiro dell’istanza d’archiviazione dopo la disponibilità parigina a trasmettere materiali

Caso Ustica, la Francia apre ai documenti e l’indagine continua

La Francia ha comunicato la propria disponibilità a collaborare con l’Italia sull’inchiesta relativa alla strage di Ustica. Alla luce dell’apertura delle autorità d’Oltralpe, la Procura di Roma ha chiesto di ritirare la richiesta di archiviazione presentata nell’ambito dei procedimenti contro ignoti sulla tragedia del 27 giugno 1980.

81 persone a bordo. La nuova istanza sarebbe stata depositata il 30 settembre dal procuratore capo Francesco Lo Voi. Il giudice per le indagini preliminari Livio Sabatini si è riservato di decidere.

La documentazione attesa da Parigi

I materiali che la Francia ha dichiarato di voler mettere a disposizione coprirebbero un periodo compreso tra il 1980 e i primi anni Novanta. Tra i documenti ci sarebbero anche atti del ministero della Difesa francese e file informatici. La disponibilità è stata comunicata attraverso una nota dell’ambasciata francese, trasmessa alla Procura tramite il ministero degli Esteri, la presidenza del Consiglio e il ministero della Giustizia.

Parigi avrebbe inoltre manifestato l’intenzione di accogliere eventuali ulteriori richieste da parte italiana. La richiesta di archiviazione riguardava due fascicoli, aperti rispettivamente nel 2008 e nel 2022 e successivamente riuniti. L’apertura francese ha spinto i magistrati a chiedere la prosecuzione degli accertamenti. La decisione finale spetta ora al gip Livio Sabatini.

Le reazioni da Bologna

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha definito importante la possibilità di proseguire la ricerca della verità, soprattutto per i familiari delle vittime. Il primo cittadino ha ringraziato l’associazione dei parenti, guidata da Daria Bonfietti, per l’impegno mantenuto in 46 anni e ha ricordato il sostegno del Comune e del Museo per la Memoria di Ustica.

Lepore ha espresso gratitudine anche al Governo e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per l’attività svolta sul piano internazionale, sottolineando però che il passaggio decisivo sarà l’esame dei documenti. La presidente dell’associazione, che nella strage perse il fratello, ha accolto con prudenza la notizia: la disponibilità francese, ha osservato, dovrà tradursi nella consegna effettiva delle carte e sarà la magistratura a stabilirne il valore per le indagini. Ora l’attesa è per i documenti e per gli elementi che potranno aggiungere chiarezza a una vicenda ancora priva di una verità completa.