Un piano da 300 milioni di euro per recuperare e ampliare l’offerta di edilizia pubblica e sociale in Emilia-Romagna. L’obiettivo della Regione è arrivare a 3.500 alloggi entro la fine della legislatura, destinati soprattutto a famiglie e lavoratori con redditi medi e medio-bassi. Il progetto è stato presentato a Bologna dal presidente della Regione Michele de Pascale, dall’assessore alle Politiche abitative Giovanni Paglia e dai vicepresidenti della Banca europea per gli investimenti, Ioannis Tsakiris e Gelsomina Vigliotti.
Le risorse previste comprendono 100 milioni di fondi regionali ed europei Fesr e altri 200 milioni attraverso un finanziamento della Bei. La proposta normativa approvata dalla Giunta dovrà ora essere esaminata dall’Assemblea legislativa entro ottobre. Solo dopo il completamento dei passaggi istituzionali sarà possibile procedere alla firma del finanziamento europeo e alla definizione dell’avvio degli interventi nei Comuni coinvolti.
Canoni calmierati e domanda in crescita
Il programma punta a offrire abitazioni a canone accessibile a persone con un Isee compreso tra 8mila e 35mila euro. Per gli alloggi di edilizia residenziale sociale, la Regione indica un affitto medio di circa 350 euro al mese su base regionale, con valori particolarmente distanti da quelli di mercato nelle città di Bologna, Modena e Reggio Emilia. Secondo i dati diffusi dall’amministrazione, sono quasi 30mila le domande ancora in attesa di assegnazione per un alloggio Erp.
Per de Pascale, il piano intende affrontare la difficoltà di trovare una casa a prezzi sostenibili anche per chi ha un lavoro e uno stipendio regolare. L’intesa prevede che la Regione faccia da tramite per convogliare il finanziamento della Bei verso gli interventi promossi dai Comuni. Secondo quanto riferito dall’amministrazione regionale, si tratta della prima operazione della banca nel settore abitativo realizzata con un’autorità regionale in Italia.
Recupero degli alloggi inutilizzati
Nella prima fase, Comuni e Acer hanno candidato 1.474 interventi tra fabbricati e alloggi. La Regione prevede di riaprire la manifestazione di interesse per raccogliere ulteriori proposte. Il piano è articolato in tre linee: la prima riguarda il recupero rapido di 1.094 alloggi Erp sfitti, con circa 52 milioni di euro e l’obiettivo di concludere le ristrutturazioni entro il 2027.
Gli altri interventi riguarderanno l’efficienza energetica e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici di edilizia residenziale pubblica. Una terza linea sarà dedicata al recupero o alla costruzione di immobili pubblici destinati all’edilizia sociale. Le candidature raccolte finora evidenziano un fabbisogno potenziale superiore alle risorse già previste: il traguardo dei 3.500 alloggi rappresenta quindi l’obiettivo complessivo del piano per la legislatura, non il numero di abitazioni già disponibili o finanziate singolarmente.
La Bei considera centrale il coinvolgimento di circa 40 Comuni, compresi quelli di dimensioni più ridotte che avrebbero difficoltà ad accedere autonomamente ai finanziamenti. Per l’assessore Paglia, la programmazione dovrà collegare investimenti, infrastrutture ed esigenze locali, con il possibile supporto tecnico delle Province ai Comuni medio-piccoli. I vicepresidenti Vigliotti e Tsakiris hanno inserito l’accordo nel quadro della crescente attenzione europea all’emergenza abitativa e agli interventi per nuove costruzioni, ristrutturazioni e tecnologie per l’edilizia.