Personale comunale

A Bologna stato di agitazione per nidi e scuole dell’infanzia

Sgb chiede organici completi, sostituzioni garantite e interventi contro il caldo nelle strutture 0-6

A Bologna stato di agitazione per nidi e scuole dell’infanzia

Si apre un nuovo fronte nei servizi educativi del Comune di Bologna. Il Sindacato generale di base ha proclamato il 22 settembre lo stato di agitazione del personale dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali, avviando una vertenza su organici, rapporto numerico tra educatori e bambini, sostituzioni e condizioni degli edifici.

Il sindacato ha chiesto anche l’attivazione delle procedure di conciliazione previste dalla normativa. L’obiettivo è aprire un confronto formale con l’amministrazione comunale e ottenere risposte sulle criticità segnalate. In assenza di interventi, Sgb annuncia nuove iniziative di mobilitazione e un possibile inasprimento della protesta.

Il rapporto tra educatori e bambini

Tra le richieste principali figura il ritorno a un educatore ogni quattro bambini nelle sezioni dei lattanti e a un educatore ogni sei bambini nelle sezioni medi e grandi. Secondo il sindacato, il tema si lega alla necessità di garantire condizioni di lavoro adeguate e un’organizzazione in grado di rispondere alle esigenze dei più piccoli.

Sgb chiede inoltre la copertura di tutti i posti vacanti di pedagogisti, educatori e collaboratori, insieme alla garanzia delle sostituzioni in caso di assenza del personale. Nel documento presentato dal sindacato viene sollecitata anche una revisione dei parametri con cui vengono assegnati i collaboratori ai diversi servizi educativi.

Climatizzazione e condizioni degli edifici

Un altro capitolo della vertenza riguarda le temperature all’interno di nidi e scuole dell’infanzia, tema diventato più rilevante dopo estati caratterizzate da caldo intenso. Tra le rivendicazioni ci sono la climatizzazione delle strutture, interventi di ombreggiamento e il miglioramento dei giardini.

Su questo fronte, Palazzo d’Accursio ha già annunciato un piano di interventi. Il Comune ha previsto 3,3 milioni di euro entro il 2028 per l’adattamento climatico dei servizi educativi 0-6. Una prima tranche di risorse dovrebbe essere destinata a introdurre sistemi di raffrescamento nei nidi e in una parte delle sezioni delle scuole dell’infanzia.

Per Sgb, tuttavia, la questione degli edifici deve essere affrontata insieme a quella del personale e dell’organizzazione quotidiana. Il sindacato considera infatti collegati il numero di educatori, la gestione delle assenze e la qualità degli ambienti nei quali vengono accolti bambini e bambine.

Dopo la proclamazione dello stato di agitazione, l’organizzazione ha invitato lavoratrici e lavoratori a partecipare alle prossime iniziative, sostenendo che la vertenza dovrà coinvolgere ogni nido e ogni scuola dell’infanzia. Il confronto con il Comune entra così nella fase formale della conciliazione. Se non arriveranno risposte considerate concrete, Sgb ha già fatto sapere che la mobilitazione proseguirà e potrà crescere.