Scontro politico

Lepore chiede 10 euro per la tassa di soggiorno a Bologna

Il primo cittadino propone il rialzo, gli avversari chiedono trasparenza sull’impiego delle entrate

Lepore chiede 10 euro per la tassa di soggiorno a Bologna

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore chiede al governo di confermare l’attuale tetto di 7 euro per la tassa di soggiorno e apre alla possibilità di portare l’imposta fino a 10 euro a notte. La proposta nasce dal confronto con Firenze, dove secondo il primo cittadino il limite massimo sarebbe già più alto, e riaccende un confronto politico già aperto sull’utilizzo delle risorse raccolte attraverso il turismo.

Lepore ha spiegato che la conferma dei 7 euro sarebbe necessaria per garantire alle città risorse da destinare al decoro urbano e ad altri interventi. L’aumento da 5 a 7 euro era stato introdotto in occasione del Giubileo e, nelle intenzioni del sindaco, dovrebbe essere mantenuto anche negli anni successivi. Bologna punta inoltre a ottenere margini ulteriori per arrivare, come Firenze, fino a 10 euro per notte.

Il confronto con Firenze

Nel motivare la richiesta, Lepore ha indicato i diversi livelli di gettito tra le due città. Secondo i dati citati dal sindaco, Firenze incassa circa 85 milioni di euro l’anno dalla tassa di soggiorno, mentre Bologna raccoglie circa 24 milioni. Le entrate fiorentine, ha aggiunto, contribuiscono anche al finanziamento del trasporto pubblico. Per il primo cittadino, il raffronto dimostra che Bologna dovrebbe poter contare su un sostegno analogo, senza perdere l’aumento già riconosciuto.

Il Comune ha già indicato una possibile destinazione per la maggior parte del gettito: decoro urbano e pulizia della città. Proprio la gestione delle somme incassate è però uno dei punti più contestati dalle opposizioni e dalle associazioni di categoria, che chiedono un confronto sull’impiego delle risorse e sul ritorno dei proventi al comparto turistico e alla cura del territorio.

Le critiche delle opposizioni

Fratelli d’Italia, attraverso i consiglieri comunali Manuela Zuntini e Gabriele Giordani, ha contestato la proposta chiedendo prima di tutto chiarezza sull’utilizzo dei milioni già incassati. I due esponenti hanno richiamato una cifra superiore ai 23 milioni di euro raccolti nel 2025 e sostengono che il problema non sia soltanto l’ammontare dell’imposta, ma il modo in cui viene spesa. A loro giudizio, sarebbero state destinate risorse insufficienti alla promozione turistica concordata con gli operatori e al contrasto dell’abusivismo nel settore ricettivo e tra le guide.

Contrario anche Nicola Stanzani, capogruppo di Forza Italia in Comune, secondo cui un’imposta da 10 euro potrebbe danneggiare il sistema economico e ricettivo bolognese. Il paragone con Firenze, sostiene, non terrebbe conto delle differenti caratteristiche delle due città, in particolare del peso che a Bologna hanno il turismo d’affari, il quartiere fieristico, i congressi e l’attrattività universitaria.

Il capogruppo della Lega Matteo Di Benedetto ha infine accusato il sindaco di avanzare proposte con possibili effetti sulla città senza un confronto con le categorie. Anche il suo intervento si è concentrato sulla destinazione delle entrate, con la richiesta di un cambio di passo nella gestione dei fondi. Il confronto resta quindi aperto tra la richiesta di Lepore di confermare almeno i 7 euro e l’ipotesi di arrivare a 10 e le opposizioni, che chiedono di discutere prima di tutto dell’utilizzo dei circa 24 milioni raccolti ogni anno.