Le imprese dovranno rendere più precise, documentate e verificabili le dichiarazioni relative alla sostenibilità ambientale. È l’effetto delle nuove norme europee contro il greenwashing, recepite in Italia con il Dlgs 30/2026, che interviene sull’uso di messaggi e immagini capaci di suggerire un impegno ecologico non adeguatamente dimostrato.
La disciplina punta a contrastare espressioni generiche come green o ecologico quando non sono accompagnate da prove sufficienti. Tra le pratiche vietate rientrano anche le affermazioni sulla sostenibilità prive di certificazioni indipendenti e le dichiarazioni di neutralità delle emissioni fondate sull’acquisto di crediti di carbonio esterni alla filiera del prodotto.
Le nuove responsabilità per le aziende
Per le aziende il cambiamento riguarda innanzitutto la comunicazione, ma richiede anche di dimostrare concretamente i risultati raggiunti sul piano ambientale. Non sarà quindi più sufficiente suggerire un beneficio attraverso immagini o messaggi generici: le informazioni dovranno essere verificabili e, quando possibile, sostenute da certificazioni.
Il tema è stato affrontato il 14 settembre durante la 13ª edizione di Farete, evento di Confindustria Emilia-Romagna. Nell’occasione BCC Felsinea ha organizzato un workshop dedicato alle nuove norme, con la partecipazione di esperti e rappresentanti del mondo imprenditoriale e bancario, tra cui Massimo Di Menna, fondatore di Gruppo Ingegneria.
Durante il suo intervento, Di Menna ha sottolineato che le imprese dovranno accompagnare i propri messaggi ambientali con elementi di prova. La maggiore trasparenza, secondo quanto emerso dall’incontro, non avrà effetti soltanto sulla comunicazione esterna, ma anche sulla capacità di rendicontare il percorso intrapreso e i risultati ottenuti.
Sostenibilità e accesso al credito
Le nuove regole possono incidere anche sul rapporto tra imprese e sistema finanziario. Un’azienda in grado di documentare il proprio percorso ambientale potrà infatti presentare elementi più solidi nella richiesta di credito. Il tema è stato richiamato da Valerio Veronesi, presidente della Camera di commercio di Bologna, secondo cui la sostenibilità rappresenta ormai una scelta necessaria per il sistema produttivo.
Veronesi ha descritto questa trasformazione non soltanto come un possibile onere, ma anche come un’opportunità di sviluppo. In questa prospettiva, la capacità di dimostrare gli interventi realizzati e gli obiettivi raggiunti può diventare un fattore utile nei rapporti con gli istituti finanziari.
Nel corso del workshop è stato evidenziato anche il ruolo delle banche. Marco Donini, responsabile Corporate di BCC Felsinea, ha spiegato che per le imprese più virtuose possono emergere condizioni di accesso al credito più favorevoli, una maggiore disponibilità di finanziamenti e la possibilità di ricevere consulenza specializzata per definire la propria strategia di sostenibilità.