Sostegno locale

A Bologna Lepore firma la proposta contro la desertificazione commerciale

Confesercenti indica sgravi, incentivi e nuove misure a tutela degli esercizi di vicinato

A Bologna Lepore firma la proposta contro la desertificazione commerciale

Matteo Lepore, sindaco di Bologna, e l’assessora al Commercio Luisa Guidone hanno firmato la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti nazionale per sostenere il commercio di vicinato. Il testo, intitolato Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, punta a raccogliere le 50mila adesioni necessarie per arrivare all’esame parlamentare.

L’iniziativa nasce dalla necessità di contrastare la progressiva chiusura dei negozi e la perdita di servizi nei quartieri. Secondo l’impostazione illustrata dai promotori, un’attività che abbassa la serranda non lascia soltanto un locale vuoto: riduce il passaggio nelle strade, indebolisce il presidio sociale e modifica l’organizzazione degli spazi urbani. La firma di Lepore segue quella del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale.

Le agevolazioni per il commercio di prossimità

Tra gli strumenti previsti figurano le cosiddette Zes di prossimità, aree nelle quali introdurre agevolazioni fiscali e contributive e incentivi agli investimenti destinati alle piccole attività. L’obiettivo è ridurre lo squilibrio tra i negozi fisici e le grandi piattaforme dell’e-commerce. Il commercio online, viene osservato, può rappresentare un’opportunità anche per le imprese locali, ma la crescita degli acquisti fuori dal territorio rischia di trasferire altrove una parte crescente del valore prodotto dalle comunità.

Confesercenti stima che in Italia abbiano chiuso 111.455 attività commerciali negli ultimi sei anni, con una perdita di ricchezza valutata dall’associazione in oltre 16 miliardi di euro. A questi effetti si aggiungerebbero la riduzione dei servizi disponibili, il minore presidio delle strade e un indebolimento della coesione sociale. Il presidente di Confesercenti Bologna Loreno Rossi propone di finanziare le misure anche attraverso un maggiore contributo dei grandi operatori del commercio online, considerati più avvantaggiati sul piano fiscale e competitivo.

Le misure già attive a Bologna

Nel capoluogo emiliano il Comune sta intervenendo con la rivitalizzazione dei mercati e con il progetto degli hub urbani e di prossimità. Il Mercato delle Erbe ha già ottenuto un primo contributo regionale, mentre sono attesi i riconoscimenti per gli hub di Dagnini e Corticella. Sono inoltre previsti strumenti rivolti alle attività coinvolte dai cantieri del tram e della Garisenda, oltre a interventi per la sicurezza e il centro storico. Nel complesso, secondo Palazzo d’Accursio, i contributi a fondo perduto ammontano a quasi un milione e mezzo di euro.

Per il sindaco, tuttavia, le risorse comunali non sono sufficienti ad affrontare un fenomeno di questa portata. Lepore ha richiamato anche gli effetti delle misure legate al decreto Unesco, sostenendo che nel centro storico vi sia stata una sostanziale tenuta della rete commerciale, pur con un cambiamento dell’offerta. Nei quartieri, ha aggiunto, resta forte la richiesta di attività dedicate ai beni fondamentali.

La raccolta delle firme è attiva anche a Bologna. La sottoscrizione può essere effettuata online tramite la piattaforma del ministero della Giustizia, con Spid o Carta d’identità elettronica, cercando la proposta indicata come Rigenerazione. È possibile firmare anche in presenza nelle sedi Confesercenti di via del Commercio Associato 30 e di via Brugnoli 6/e.

I dati regionali riportati dall’associazione mostrano che tra il 2019 e il 2025 i negozi in Emilia-Romagna sono passati da 46.925 a 40.440, con 6.485 attività in meno. La contrazione maggiore in valori assoluti riguarda la provincia di Bologna, che ha perso 1.396 esercizi. La diminuzione della rete commerciale è stata associata a una perdita di valore trattenuto nei circuiti economici locali stimata in circa 972,75 milioni di euro sull’intero territorio regionale.