Prevenzione idraulica

Una nuova centralina monitora il torrente in Val di Zena

Installata a Pianoro dopo le emergenze del 2023 e 2024, raccoglie dati su precipitazioni e flussi d’acqua.

Una nuova centralina monitora il torrente in Val di Zena

È stata inaugurata il 28 settembre 2026, sul ponte in località Zena nel territorio di Pianoro, la nuova stazione idropluviometrica destinata a controllare in modo continuativo il torrente e le condizioni meteorologiche della valle. L’infrastruttura nasce dopo le alluvioni che hanno colpito la Val di Zena nel 2023 e nel 2024 e punta a fornire informazioni più tempestive sull’evoluzione dei fenomeni atmosferici e idraulici.

La centralina, dal valore complessivo di oltre 55mila euro, è dotata di datalogger, idrometro, pluviometro e telecamera. I dispositivi consentiranno di raccogliere dati sulle precipitazioni e sui livelli del corso d’acqua, mettendoli in relazione con quelli rilevati dalla stazione già presente al ponte del Farneto, nel territorio di San Lazzaro di Savena. La posizione a monte permetterà così di ampliare il quadro delle informazioni disponibili lungo la valle.

Un presidio dopo le alluvioni

La realizzazione del progetto è stata sostenuta dal comitato Val di Zena, dal Comune di Pianoro, da Bcc Felsinea, dai Rotary Club Bologna Nord, Agorà Bologna e Tirana Block, dal Distretto 2072 Emilia-Romagna e San Marino e dalla Rotary Foundation. Alla realizzazione ha contribuito anche Claudio Pasini, già portavoce dell’associazione. La fornitura della stazione è stata affidata a Cae Spa, azienda specializzata nel settore e fornitore accreditato di Arpae e della Regione Emilia-Romagna.

Secondo Pietro Latronico, portavoce del comitato Val di Zena, l’installazione rappresenta un ulteriore strumento per aumentare la capacità di osservazione del territorio. I dati raccolti potranno essere utilizzati per la prevenzione del rischio, la gestione delle emergenze e la programmazione degli interventi. L’obiettivo indicato dai promotori è superare una gestione limitata alla fase successiva agli eventi critici, rafforzando invece monitoraggio, prevenzione e pianificazione.

Verso l’integrazione con Arpae

Il passaggio successivo sarà l’eventuale integrazione della nuova stazione nella rete regionale di monitoraggio di Arpae. In questo modo il punto di osservazione della Val di Zena potrebbe confluire in un sistema più ampio, insieme agli strumenti già presenti sul territorio e a quelli che la Regione sta potenziando, tra cui idrometri e pluviometri.

Per il comitato, l’installazione non esaurisce però le necessità della valle. Al monitoraggio dovranno seguire, viene sottolineato, una programmazione concreta degli interventi, la manutenzione degli alvei e delle opere idrauliche, la gestione delle criticità e un coordinamento efficace tra gli enti competenti. La centralina costituisce quindi un nuovo punto di osservazione, ma il percorso avviato dopo le alluvioni dovrà proseguire con interventi strutturali e duraturi.