Conflitto occupazionale

Protesta Ups a Calderara per 60 lavoratori di Somaglia

Il sindacato sollecita un confronto sul cambio di gestione atteso entro il 30 settembre

Protesta Ups a Calderara per 60 lavoratori di Somaglia

La vertenza nata nel magazzino Ups di Somaglia, in provincia di Lodi, si è spostata davanti al deposito di Lippo di Calderara, alle porte di Bologna. I lavoratori sostenuti dal sindacato Si Cobas hanno organizzato un picchetto durante il turno delle spedizioni, interrompendo temporaneamente l’attività del sito. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. Non sono stati segnalati scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine.

La vertenza legata al cambio di appalto

Al centro della mobilitazione c’è il futuro degli addetti che rischiano di restare esclusi dal lavoro nell’hub lodigiano in vista del cambio di appalto previsto entro il 30 settembre. Secondo Tiziano Loreti, esponente di Si Cobas, la protesta è iniziata il 21 settembre e il numero delle persone coinvolte è aumentato nei giorni successivi, fino a raggiungere quota 60 lavoratori.

Il sindacato sostiene che la società subentrante non avrebbe intenzione di assumere gli addetti attualmente impiegati nel magazzino. Si Cobas interpreta l’esclusione come un tentativo di allontanare dal sito i lavoratori iscritti all’organizzazione. Si tratta di un’accusa formulata dal sindacato, mentre nel testo non viene riportata una replica da parte di Ups, della società uscente o di quella destinata a subentrare.

Nel deposito di Somaglia lavorano circa 200 persone. I delegati Andrea Tagliaferri e Mario Avila hanno indicato in una settantina gli addetti interessati dalla situazione, mentre Loreti ha fornito una stima aggiornata di 60 lavoratori. La scelta di manifestare a Calderara è stata motivata dalla volontà di richiamare l’attenzione sulla vertenza davanti a un altro centro della rete logistica, impegnato nella movimentazione di una grande quantità di merci.

La richiesta di un tavolo

La principale richiesta di Si Cobas è l’apertura di un confronto tra Ups, l’impresa uscente e la società subentrante. Il sindacato chiede di discutere la continuità occupazionale degli addetti e le tutele da garantire nel passaggio di appalto, prima che la nuova gestione renda definitiva la loro esclusione dal magazzino.

Loreti ha inoltre contestato la presenza delle forze dell’ordine durante il presidio, sostenendo che l’atteggiamento adottato non sarebbe orientato alla ricerca di un confronto, ma alla repressione delle richieste dei lavoratori. Per il sindacato, l’obiettivo resta mantenere il posto di lavoro per tutti gli addetti coinvolti nella vertenza.