Divari sociali

A Bologna redditi fermi e spese mediche in aumento

Lo studio del Caf Acli su 22.179 dichiarazioni fotografa differenze tra quartieri, uomini e donne.

A Bologna redditi fermi e spese mediche in aumento

Redditi pressoché invariati e costi sanitari in aumento stanno riducendo la capacità di spesa dei residenti a Bologna. È il quadro delineato dall’Osservatorio bolognese dei redditi e delle famiglie del Caf Acli, realizzato analizzando 22.179 dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025 da contribuenti residenti nel capoluogo: 13.233 donne e 8.946 uomini. L’indagine mette a confronto i dati del triennio 2023-2025 e rileva significative differenze tra quartieri, generi e fasce economiche.

Entrate ferme, inflazione e potere d’acquisto

Nel 2025 il reddito medio dichiarato dagli uomini è stato di 35.721 euro, in lieve calo rispetto ai 35.765 euro dell’anno precedente. Per le donne il valore è passato da 28.716 a 28.713 euro. Considerando l’inflazione dell’1,7% indicata nell’analisi, per mantenere invariata la capacità di acquisto il reddito medio avrebbe dovuto raggiungere circa 36.373 euro per gli uomini e 29.204 euro per le donne.

La differenza tra i valori effettivi e quelli necessari a compensare l’aumento dei prezzi è pari a 652 euro annui per gli uomini e 491 euro per le donne. Il dato descrive una perdita di potere d’acquisto che non dipende da un crollo delle entrate, ma dal loro mancato adeguamento al costo della vita. L’analisi evidenzia inoltre un divario medio di genere di 7.008 euro all’anno, con differenze legate anche alle interruzioni lavorative e alle responsabilità di cura.

Le differenze tra i quartieri

La distribuzione dei redditi cambia sensibilmente all’interno della città. Santo Stefano è il quartiere con i valori medi più elevati: 41.256 euro dichiarati dagli uomini e 31.378 dalle donne. All’estremo opposto si trova Navile, con 32.440 euro per gli uomini e 25.826 per le donne. La distanza supera quindi gli 8.800 euro annui nella componente maschile e i 5.500 in quella femminile.

Valori contenuti emergono anche a Borgo Panigale, con 33.140 euro per gli uomini e 27.277 per le donne. Il Centro Storico, considerato separatamente, presenta invece redditi medi di 40.766 euro tra gli uomini e 32.592 tra le donne. Il divario di genere più ampio si registra a Santo Stefano, dove raggiunge 9.878 euro.

Alla stagnazione delle entrate si accompagna l’aumento delle spese mediche. Tra il 2023 e il 2025 la media è salita da 307,30 a 345,41 euro per gli uomini, con una crescita del 12,4%, e da 343,66 a 378,97 euro per le donne, in aumento del 10,3%. Le contribuenti sostengono quindi costi sanitari mediamente più elevati pur disponendo di redditi inferiori.

Il confronto per fasce economiche mostra che chi dichiara oltre 50 mila euro sostiene spese sanitarie medie più di sei volte superiori rispetto a chi resta sotto i 10 mila euro. Il dato può riflettere una maggiore possibilità di accedere a visite e prestazioni, ma le dichiarazioni fiscali non consentono di stabilire se le spese più basse corrispondano anche a rinunce alle cure.

Secondo Filippo Diaco, presidente del Patronato Acli Bologna, la distanza tra le spese sanitarie dei contribuenti con redditi alti e bassi richiama il tema dell’accesso alle cure. Chiara Pazzaglia, presidente delle Acli provinciali di Bologna APS, ha collegato il divario retributivo femminile alle minori opportunità professionali e alle interruzioni lavorative dovute all’assistenza di figli, anziani o persone con disabilità. Effetti che, secondo la sua analisi, possono riflettersi anche sui trattamenti pensionistici.