Allarme raggiri

Arrestati a Imola due truffatori dei finti carabinieri

Un anziano di Mordano ha consegnato preziosi per 2.500 euro prima dell’intervento dell’Arma

Arrestati a Imola due truffatori dei finti carabinieri

La truffa del falso carabiniere è tornata a colpire nel territorio di Imola, dove i militari dell’Arma hanno arrestato in flagranza due uomini, di 28 e 46 anni, subito dopo la consegna di gioielli e oro da parte di un anziano. I preziosi, del valore di circa 2.500 euro, erano stati ceduti da un 77enne residente a Mordano, convinto dalle telefonate di un uomo che si era presentato come maresciallo dei carabinieri.

La telefonata e il ritiro dei preziosi

Secondo la ricostruzione, il falso militare aveva contattato telefonicamente diverse persone sostenendo che l’auto di un familiare fosse stata vista nei pressi del luogo di una rapina. Con questo pretesto, alle potenziali vittime veniva chiesto di verificare la provenienza di gioielli e denaro, presentati come possibili oggetti legati al reato.

Il meccanismo, ha spiegato il comandante della compagnia di Imola, il maggiore Domenico Lavigna, prevede spesso la presenza di un telefonista e di altri complici incaricati di raggiungere la vittima. In alcuni casi, soprattutto quando in casa ci sono più persone, il presunto carabiniere convince il coniuge ad allontanarsi con una scusa, per esempio invitandolo a recarsi nella caserma più vicina. A quel punto una falsa collega si presenta all’abitazione per ritirare i gioielli e portarli, secondo il racconto dei truffatori, in caserma per gli accertamenti.

Nell’ultimo episodio, alcune persone contattate dai truffatori hanno riconosciuto la possibile frode e hanno avvisato il 112. L’intervento dei carabinieri ha permesso di individuare i due sospetti appena dopo che avevano caricato in auto la scatola con i preziosi consegnati dall’anziano. I due sono stati quindi arrestati in flagranza di reato.

Le segnalazioni e il falso messaggio della banca

Il comandante ha indicato anche una seconda modalità di raggiro, basata su falsi messaggi o telefonate attribuiti alla banca. Alla vittima viene comunicato un presunto attacco al conto corrente e viene chiesto di trasferire il denaro su un altro conto indicato dai truffatori. L’operazione viene sollecitata attraverso bonifici istantanei, descritti come necessari perché non possono essere annullati.

Nel territorio di Imola, ha riferito Lavigna, arrivano circa 50 segnalazioni al giorno relative a tentativi di questo tipo. L’invito rivolto ai cittadini è a ricordare che né i carabinieri né gli istituti di credito chiedono telefonicamente o tramite messaggio la consegna di gioielli, denaro o il trasferimento di somme su conti indicati da sconosciuti.

In caso di contatto sospetto, la raccomandazione è di chiamare il 112 o la caserma più vicina, preferibilmente utilizzando un altro telefono libero. Per il maggiore Lavigna, la frequenza degli episodi e la presenza di persone provenienti anche da fuori regione fanno pensare a una regia organizzata. Nelle prossime settimane i carabinieri di Imola programmeranno nuovi incontri con la cittadinanza per informare i residenti sui principali schemi di truffa.