Sui colli imolesi si sono concluse le riprese di The Golden Hour, cortometraggio diretto dalla regista barese Sabrina Monno. La lavorazione si è sviluppata nell’arco di tre giornate, durante le quali la troupe ha seguito il mutare della luce e dei colori del paesaggio, cercando le condizioni più adatte a tradurre sullo schermo l’intenzione artistica dell’opera.
Il tramonto, il profilo delle colline e la vitalità della terra costituiscono gli elementi visivi attorno ai quali è stato costruito il progetto. Il rapporto con l’ambiente ha avuto un ruolo centrale anche sul piano pratico: le riprese sono state condizionate dal meteo e dalla disponibilità dei colori naturali. Come ha spiegato la regista, la troupe ha dovuto abbandonarsi alla natura, interrompendo il lavoro quando pioggia, siccità o assenza delle tonalità desiderate non permettevano di raccontare la storia.
La trama e il rapporto con la natura
Il cortometraggio ha per protagoniste Ludovica e Federica. La prima vive stabilmente sui colli imolesi e si occupa dell’attività di famiglia, prendendosi cura della terra e degli uliveti. La seconda arriva dalla città, da cui cerca di allontanarsi per sfuggire a una famiglia opprimente e alle difficoltà legate al costo della vita urbana.
Le due ragazze, pur partendo da esperienze diverse, si confrontano con la stessa domanda: è davvero possibile scappare da ciò che tormenta? Da questo interrogativo prende forma una riflessione sul rapporto tra essere umano e natura, ma anche sulla volontà personale e sui limiti delle scelte individuali. Il progetto intende inoltre richiamare l’attenzione sul paesaggio dei colli imolesi e sulla condizione di impotenza dell’uomo davanti alla bellezza dell’ambiente.
Il cast del cortometraggio
The Golden Hour completa la trilogia della solitudine di Sabrina Monno, avviata con Chat Room, del 2023, e proseguita con Prova Generale, del 2024. Nel cast artistico figurano Verera Altea nel ruolo di Ludovica e Claire Gatbsy in quello di Federica.
La segreteria di edizione e il montaggio sono affidati a Laura Palmieri, mentre Lucia Sollami è aiuto regia e Marzia Pedace assistente di produzione. Con la conclusione delle riprese, il lavoro entra nella fase successiva della realizzazione, dopo una lavorazione segnata dalla ricerca delle condizioni naturali più coerenti con la storia.