Servizi familiari

Emilia-Romagna, 8mila adesioni per le scuole aperte prima

Nel 2027 richieste a marzo e stanziamento regionale da dieci milioni

Emilia-Romagna, 8mila adesioni per le scuole aperte prima

Sono stati 8.005 i bambini che hanno partecipato a Settembre insieme, la sperimentazione avviata dall’Emilia-Romagna per anticipare al 31 agosto l’apertura di alcune scuole primarie e offrire alle famiglie un servizio educativo prima dell’inizio ufficiale delle lezioni. Le domande presentate sono state 9.253, mentre tra gli alunni ammessi 600 erano bambini con disabilità.

La prima sperimentazione

Il progetto ha interessato una platea potenziale di circa 67mila alunni delle scuole elementari. A presentare la domanda è stato il 13% delle famiglie. Secondo il presidente della Regione Michele de Pascale, il dato deve essere letto tenendo conto dei tempi con cui l’iniziativa è stata annunciata e avviata: molte famiglie, infatti, avevano già organizzato diversamente la gestione dei figli durante le settimane precedenti all’apertura delle scuole.

Settembre insieme resterà facoltativo e separato dalla normale attività didattica. Non sono quindi previste modifiche al calendario scolastico e nessun alunno sarà obbligato a tornare in classe prima dell’avvio ufficiale delle lezioni. Il servizio manterrà la funzione di sostegno alla conciliazione tra lavoro e famiglia e continuerà a essere organizzato dai Comuni.

Le novità previste per il 2027

La principale modifica riguarderà i tempi di iscrizione. Le domande saranno raccolte già a marzo, insieme a quelle per i centri estivi, così da permettere ai Comuni di conoscere con maggiore anticipo il numero dei bambini interessati e di programmare personale, spazi e attività.

La Regione intende inoltre aumentare le risorse, passando dai 3 milioni di euro stanziati per la sperimentazione ai 10 milioni previsti nell’ambito della nuova legge regionale per il sostegno alla genitorialità, attesa a dicembre. L’obiettivo è trasformare l’esperienza avviata nel 2026 in un servizio strutturale e disponibile in tutto il territorio regionale.

Tra le ipotesi allo studio c’è anche un maggiore spazio per il recupero dei compiti delle vacanze e per il supporto agli alunni che necessitano di completare il lavoro estivo. Le attività resteranno comunque distinte dalla didattica ordinaria e conserveranno una natura educativa.

Nel bilancio presentato dall’assessora regionale all’Istruzione Isabella Conti è emerso che il 99,6% degli iscritti ha effettivamente frequentato il servizio. Il dato potrebbe favorire il mantenimento di una formula sostanzialmente gratuita, anche se la decisione finale spetterà ai singoli Comuni.

Le famiglie hanno chiesto anche di prolungare l’apertura nelle ore pomeridiane. La Regione valuterà questa possibilità, ipotizzando eventualmente un contributo per coprire alcune spese, tra cui il pasto. Dalla seconda metà di settembre è previsto un percorso partecipativo con questionari, gruppi di confronto e un’assemblea deliberativa, attraverso cui definire la formula definitiva per il prossimo anno.