Alta cucina

Da Valsamoggia alla finale italiana: la sfida di Samuele

Il 27enne ha lavorato per un principe saudita e presenta un piatto vegetale ispirato a cinque gusti.

Da Valsamoggia alla finale italiana: la sfida di Samuele

Samuele Maselli, 27 anni, originario di Modena e residente a Bazzano, nel comune di Valsamoggia, è tra i dieci finalisti della San Pellegrino Young Chef Academy. La competizione assegnerà il titolo di miglior giovane chef italiano e offrirà al vincitore l’accesso alle selezioni internazionali per il riconoscimento di miglior cuoco under 30.

La finale italiana si svolgerà il mese prossimo a Milano. I partecipanti sono stati scelti sulla base del curriculum e della ricetta presentata. Maselli arriverà all’appuntamento con un piatto chiamato The first step, costruito attorno a cinque gusti: acido, sapido, dolce, amaro e umami.

Le esperienze all’estero

Il percorso professionale del giovane chef è iniziato alla scuola alberghiera Veronelli ed è proseguito all’Alma, la scuola internazionale di cucina italiana. La formazione gli ha permesso di svolgere esperienze in Portogallo e in Francia, prima di partire per l’Arabia Saudita, dove ha lavorato come personal chef per un principe. Il nome del suo datore di lavoro non è stato reso noto per ragioni di riservatezza.

Quell’esperienza, racconta Maselli, è stata impegnativa anche per le condizioni di lavoro. Era reperibile sette giorni su sette e la vita privata era fortemente limitata. Tra gli aspetti che lo hanno colpito c’era lo spreco alimentare: interi menù, secondo il suo racconto, venivano cestinati senza essere distribuiti nemmeno alla servitù. Per lasciare il Paese, inoltre, doveva chiedere un’autorizzazione.

La nostalgia per la famiglia e per il territorio d’origine lo ha spinto a rientrare in Italia. Prima del ritorno definitivo ha trascorso altri due anni in Portogallo. Da qualche tempo lavora alla Tenuta dei Sapori, ristorante di Monte San Pietro che lo ha sostenuto nel percorso verso la competizione.

Un progetto legato al territorio

Per il futuro Maselli immagina un ristorante immerso nel verde, con un grande orto e un massimo di dieci commensali. L’obiettivo sarebbe dedicare maggiore attenzione a ogni ospite e ridurre l’impatto ambientale dell’attività. Il cuoco vorrebbe inoltre escludere la carne dal menu, puntando su un uso ampio dei prodotti vegetali.

Il piatto scelto per la gara nasce da un percorso di autoanalisi. Maselli spiega di avere collegato le emozioni emerse negli ultimi mesi ai diversi sapori della ricetta, associando ogni gusto a un tratto del proprio carattere. La preparazione è vegetale e comprende prodotti del territorio come parmigiano, tarassaco e aceto balsamico, mentre gli altri ingredienti non sono stati divulgati.

La sfida di Milano rappresenta ora il passaggio decisivo per il giovane professionista di Valsamoggia. In caso di vittoria, Maselli accederà alla fase internazionale della competizione, proseguendo un percorso iniziato tra scuole di cucina, esperienze all’estero e il lavoro nelle cucine del territorio bolognese.