Bologna, 19 ottobre 2026 – Nuovo confronto tra consulenti nel processo per la morte di Daniela Gaiani, la 58enne trovata senza vita il 5 settembre 2021 nella sua abitazione di Castello d’Argile. Davanti alla Corte d’Assise è imputato il marito, Leonardo Magri, difeso dall’avvocato Ermanno Corso. L’uomo, che si trova a piede libero, si è sempre dichiarato innocente.
Secondo la Procura, Magri avrebbe ucciso la moglie per liberarsi di quello che considerava un ostacolo alla relazione con un’altra donna più giovane. L’accusa contesta l’omicidio aggravato dalla relazione sentimentale e dai futili motivi. L’imputato ha invece sostenuto di avere trovato Daniela impiccata al letto con una fettuccia.
Le analisi sul telefono
Nel corso dell’udienza ha deposto per primo l’ingegner Michele Ferrazzano, consulente della difesa. Analizzando il telefono di Magri, ha riferito che il dispositivo sarebbe rimasto acceso per tutta la notte senza registrare spostamenti riconducibili a movimenti nell’abitazione. Il cellulare, secondo la sua ricostruzione, avrebbe mantenuto in una determinata fascia il collegamento sia con la rete wi-fi sia con il gestore telefonico.
Ferrazzano ha indicato un collegamento alla rete del provider fino alle 2.40, seguito da un nuovo e breve aggancio alle 5.40. Una lettura diversa è stata fornita dall’ingegner Giuseppe Ferraro, consulente della Procura, che ha depositato anche un’integrazione alla propria relazione. Per Ferraro, alle 5.48 del 5 settembre 2021 il telefono di Magri si sarebbe spostato all’interno della casa, circa due ore prima della chiamata ai soccorsi con cui l’uomo riferì di avere trovato la moglie morta.
Il pubblico ministero Giampiero Nascimbeni ha definito l’iniziativa del consulente della Procura non opportuna e ha sostenuto che il documento non contenesse elementi nuovi o decisivi. Il pm non si è comunque opposto all’acquisizione dell’integrazione, sulla quale la Corte si è riservata di decidere.
La ricostruzione sulla morte
È stato ascoltato anche il professor Giovanni Cecchetto, direttore di Medicina legale e Scienze forensi dell’Università di Pavia, autore per la difesa di una consulenza basata sulle relazioni medico-legali. Secondo Cecchetto, la morte sarebbe avvenuta intorno alla mezzanotte. La storia di depressione, un precedente tentativo autosoppressivo e le limitate lesioni riscontrate, nella sua valutazione, sarebbero compatibili con una dinamica suicidaria e con una morte per asfissia.
La deposizione è stata contestata dagli avvocati di parte civile Alberto Bova e Daniele Nicolin, che assistono la sorella e il fratello della vittima, dall’avvocata Valentina Niccoli, legale della madre, e dall’avvocata Barbara Iannuccelli per l’associazione La Caramella Buona onlus. Durante il controesame, un’interruzione dell’avvocato della difesa ha provocato la reazione del legale di parte civile, che ha lamentato un confronto sbilanciato tra le parti.
La prossima udienza è fissata per il 28 ottobre, quando saranno nuovamente ascoltati i consulenti informatici delle parti davanti alla Corte presieduta da Fabio Cosentino. In base agli elementi che emergeranno, il presidente potrà valutare l’eventuale svolgimento di ulteriore attività istruttoria.
I legali di parte civile hanno chiesto una perizia medico-legale e tossicologica, una nuova analisi sui telefoni di Magri e Gaiani e due esperimenti giudiziali. Il primo dovrebbe riguardare la fettuccia con cui, secondo la versione dell’imputato, la donna si sarebbe impiccata; il secondo dovrebbe verificare la copertura wi-fi all’interno dell’abitazione, con particolare attenzione alla camera da letto.