Confcommercio Ascom Bologna ha festeggiato l’ottantesimo anniversario dalla fondazione nella Basilica di Santa Maria dei Servi a Bologna, illuminata di blu per l’evento celebrativo. L’appuntamento musicale ha ripercorso la tradizione operistica italiana con le melodie de Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, eseguite dagli strumentisti della cappella musicale diretti dal maestro Lorenzo Bizzarri.
La serata ha proposto una selezione di brani lirici interpretati dal soprano Alessia Panza e dal tenore Oreste Cosimo, insieme al coro. Il programma ha compreso composizioni di Giuseppe Verdi, come il Coro di Zingari e l’aria Di quella pira, affiancate dagli interventi del professore Piero Mioli sui contesti storici dell’associazione, nata nell’aprile del 1946.
Le sfide del terziario e la visione della presidenza
Nel corso della manifestazione, il presidente di Confcommercio Ascom Bologna, Enrico Postacchini, ha espresso le prospettive dell’organizzazione per il terziario locale.
“L’importanza è che guardiamo al prossimo decennio e quindi già al 90º, perché Confcommercio è cresciuta in questi 80 anni a dispetto di tutto e di tutti, come tante associazioni di categoria nel nostro paese. Pensate che Confcommercio nacque nell’aprile del ’46, prima che gli italiani andassero a decidere fra la monarchia e la Repubblica. Quindi c’era una fretta nel dopoguerra di mettersi insieme, di supportarsi, di coordinarsi, che ancora oggi è lo spirito che anima questa associazione, che ha saputo riconvertirsi nel tempo, partendo dal ceppo fortissimo del commercio, ai servizi, al turismo, ai trasporti, al mondo della cultura, alle professioni”.
La presidenza guidata da Enrico Postacchini ha richiamato l’attenzione sulla centralità delle imprese territoriali e dei collaboratori.
“Ed è questa la chiave del successo perché, a dispetto di tutti gli eventi capitati in questi 80 anni (le guerre fredde, il terrorismo, le pandemie, tutta una serie di fattori negativi), Confcommercio ha continuato a crescere perché è una grande forza di rappresentanza che mira ad alzare la qualità della vita delle proprie aziende, ma anche dei collaboratori. Quindi una massima attenzione a chi lavora in queste imprese, preservandole e curandole, perché sono la vera infrastruttura delle città e fanno la differenza rispetto a tanti altri fattori”.
Tra le priorità operative indicate dalla dirigenza figurano la sicurezza urbana, il decoro e la mobilità sostenibile.
“Tre le istanze che le imprese ci sottopongono continuamente: lavorare in ambienti urbanistici più sicuri, quindi sicurezza al primo posto, in un decoro urbano accettabile e sufficiente per poter esercitare un’attività e giustificare gli investimenti, e una mobilità intelligente che giustifichi i flussi di persone necessari a tutte le attività terziarie, in particolare del commercio. Quindi su questo continueremo a lavorare, non ci possiamo fermare qui. Qualcuno già qualche secolo fa scoprì che dove c’est guerra non c’est economia e non c’est commercio, ma se ci sono economia e commercio le guerre difficilmente scoppiano. Poi le guerre sono scoppiate lo stesso nei secoli, però il mondo ha saputo rifarsi e rimettersi in piedi grazie alle attività e all’intrapresa delle piccole e medie imprese”.
L’impegno verso la rete delle imprese associate
Sul ruolo delle realtà associate è intervenuto il direttore generale Giancarlo Tonelli, riaffermando il valore delle 16.142 imprese affiliate.
“Proprio un’occasione di festa con i nostri soci, con i nostri dirigenti, con la struttura della Confcommercio. È un’occasione per celebrare questi 80 anni di attività tutti insieme in amicizia, in allegria e nello stesso tempo anche per prendere un ulteriore impegno nei confronti di tutte le 16.142 imprese nostre associate. È un impegno di portare avanti con passione, ma anche con molta attenzione, le trasformazioni che oggi il settore economico della nostra città metropolitana richiede”.
La direzione guidata da Giancarlo Tonelli ha infine evidenziato la necessità di coniugare la cultura d’impresa con l’innovazione.
“Il terziario rappresenta sicuramente un aspetto importante della nostra economia, ma deve essere accompagnato all’interno di un percorso in cui la cultura d’impresa, l’attenzione all’innovazione e la capacità di stare sul mercato diventano strategiche sia a livello economico che occupazionale. Noi in questi 80 anni ci abbiamo provato; forse ci siamo riusciti, ma non dovremmo dirlo noi. Certamente ci impegneremo anche in futuro per continuare a farlo”.