Al carcere della Dozza di Bologna è nata Fenice Volley, la nuova squadra maschile di pallavolo formata da detenuti che frequentano i corsi del Cpia2, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti. Il progetto è stato inaugurato lunedì mattina nella palestra dell’istituto, recentemente rinnovata con il contributo della Lega Pallavolo Serie A, di Gerflor, della Fipav e della stessa casa circondariale.
L’iniziativa punta a offrire ai detenuti un’attività organizzata e un’occasione di confronto attraverso lo sport. La squadra, ha spiegato la direttrice Rosa Alba Casella, può rappresentare uno strumento di inclusione e responsabilizzazione, con l’auspicio che il percorso possa avere ricadute anche all’esterno del carcere.
Il sovraffollamento e le criticità dell’istituto
Nel presentare il progetto, Casella ha affrontato anche le condizioni della struttura e il problema del sovraffollamento, definito una situazione presente, con caratteristiche simili, in molti istituti penitenziari italiani. Alla Dozza sono ristrette poco più di 800 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 500 posti.
Negli ultimi mesi, le condizioni del carcere bolognese sono state giudicate preoccupanti e inaccettabili da rappresentanti delle istituzioni e della politica che hanno visitato la struttura. Tra questi figurano il sindaco Matteo Lepore e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, oltre ad avvocati delle Camere penali, esponenti dei Radicali e membri di associazioni impegnate sul tema della detenzione.
Le criticità sono state segnalate anche in lettere indirizzate al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Tra i problemi indicati figurano la carenza di spazi adeguati, le condizioni di pulizia e le difficoltà relative ai servizi igienici e sanitari. La scorsa estate, inoltre, alcuni guasti all’impianto idrico avevano provocato l’assenza di acqua fredda e il malfunzionamento delle docce.
Lo sport come strumento di risocializzazione
Le difficili condizioni di vita, denunciate sia dalle persone detenute sia dagli agenti della polizia penitenziaria, contribuiscono ad alimentare tensioni che possono sfociare in disordini, risse e aggressioni. In questo contesto, la direzione sostiene l’importanza di mantenere attive opportunità formative e ricreative, per evitare che la detenzione si riduca a un periodo di inattività.
Secondo Casella, l’obiettivo è creare occasioni capaci di favorire il reinserimento e di ridurre il rischio di recidiva. La risposta alla proposta di giocare a pallavolo, avanzata insieme al Centro per l’istruzione degli adulti, è stata superiore alle aspettative della direzione. Da questa adesione è nata Fenice Volley, pensata come esperienza di gruppo e percorso di responsabilizzazione per i detenuti coinvolti.