Francesca Albanese è cittadina onoraria di Marzabotto. Il riconoscimento è stato consegnato dalla sindaca Valentina Cuppi durante la cerimonia organizzata il 23 settembre al Teatro comunale. All’appuntamento hanno partecipato alcune centinaia di persone, che hanno accolto la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati con un lungo applauso.
La scelta dell’amministrazione comunale è arrivata al termine di settimane segnate da polemiche politiche, legate anche all’assenza di altre istituzioni locali e regionali. Alla vigilia dell’iniziativa, la sindaca aveva chiarito che l’evento era stato concepito fin dall’inizio come un appuntamento tra il Comune e Albanese. Per questo non erano stati invitati il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il sindaco metropolitano Matteo Lepore né le rispettive giunte.
Il legame con la memoria di Monte Sole
La consegna della cittadinanza onoraria ha preceduto la presentazione del libro di Albanese, La luce del risveglio. Nel suo intervento, la relatrice Onu ha collegato il riconoscimento alla storia di Marzabotto e Monte Sole, luoghi segnati dagli eccidi nazifascisti del 1944. Albanese ha definito Marzabotto un luogo che non si visita, ma si onora, indicandolo come un testamento vivente della resistenza all’oppressione. Le sue parole sono state accompagnate dagli applausi del pubblico, in un teatro dove nei giorni precedenti era stata registrata una forte richiesta di partecipazione.
La sindaca Cuppi ha rivendicato la decisione dell’amministrazione, spiegando che alla base del conferimento ci sono il ruolo storico di Marzabotto e Monte Sole e la convinzione che il lavoro sulla memoria debba tradursi anche in un impegno sui diritti umani nel presente. Secondo la prima cittadina, Marzabotto ha il dovere di prendere posizione di fronte alle violazioni dei diritti umani. Il riconoscimento è stato inoltre motivato con il lavoro svolto da Albanese nel suo incarico di relatrice speciale delle Nazioni Unite.
Il confronto con la Regione e Bologna
A poche ore dalla cerimonia, il tema dell’assenza della Regione Emilia-Romagna era stato affrontato anche in Assemblea legislativa. Rispondendo a un’interrogazione della capogruppo di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti, la sottosegretaria alla Presidenza Manuela Rontini aveva spiegato che la Giunta regionale non avrebbe partecipato perché non aveva ricevuto alcun invito. Rontini aveva inoltre ricordato che il conferimento di una cittadinanza onoraria rientra nell’autonomia di un’amministrazione comunale. Cuppi aveva precisato che la decisione non riguardava in modo specifico la Regione, perché nessun’altra istituzione era stata invitata.
Il conferimento di Marzabotto arriva mentre resta aperta la questione della cittadinanza onoraria già approvata da Bologna per Albanese. Nel capoluogo emiliano la cerimonia di consegna non è stata ancora calendarizzata, anche a causa delle discussioni maturate negli ultimi mesi attorno ad alcune dichiarazioni pubbliche della relatrice, comprese quelle successive all’irruzione di manifestanti pro-Palestina nella redazione torinese de La Stampa. Sul riconoscimento bolognese sono emerse posizioni differenti anche nell’area del centrosinistra.
Albanese è attesa a Bologna il 25 settembre, al parco della Montagnola, per presentare La luce del risveglio, volume dedicato alla Palestina. L’appuntamento si terrà due giorni dopo la cerimonia di Marzabotto, mentre resta da definire la data della consegna dell’analogo riconoscimento da parte di Palazzo d’Accursio.