In un avvio di stagione complicato per il Bologna, Lewis Ferguson è tra i pochi giocatori ad aver mantenuto continuità, intensità e disponibilità al sacrificio. Il capitano scozzese, arrivato in Emilia dall’Aberdeen cinque estati fa, ha continuato a rappresentare un punto di riferimento in una squadra chiamata a crescere sotto diversi aspetti e a risalire da una posizione di classifica poco soddisfacente.
La sua evoluzione tattica è stata una delle chiavi del percorso recente. Arrivato come centrocampista box to box, Ferguson si è trasformato progressivamente in un mediano capace di interrompere l’azione avversaria e di impostare il gioco, assumendo responsabilità maggiori dopo la partenza di Remo Freuler. Una trasformazione che ha ridotto la sua presenza offensiva, ma lo ha reso più utile davanti alla difesa, soprattutto in una formazione ricca di giocatori con spiccate caratteristiche d’attacco.
Un ruolo più centrale nel centrocampo
Il rendimento del capitano è legato anche alla capacità di adattarsi alle esigenze della squadra. Nelle ultime 74 partite ha segnato soltanto due gol, mentre nella stagione 2023/24 aveva realizzato sei reti in 33 presenze. In compenso, il suo lavoro in fase di contenimento e costruzione è diventato sempre più importante. Ora spetterà a Raffaele Palladino individuare il compagno di reparto più adatto, con Tommaso Pobega indicato come una delle principali soluzioni, per garantirgli maggiore libertà di movimento.
Nel frattempo Ferguson sarà impegnato con la Nazionale scozzese in Nations League, nelle sfide contro Slovenia, Svizzera e Macedonia del Nord. L’obiettivo sarà ritrovare ulteriore ritmo e continuità, in una fase nella quale anche un contributo personale positivo può incidere sul morale del giocatore e sul rendimento complessivo.
I numeri dopo le prime cinque gare
Le statistiche relative alle prime uscite stagionali descrivono un centrocampista molto coinvolto nel gioco. Nei suoi 450 minuti complessivi, Ferguson risulta primo in Serie A per distanza percorsa, con 61,6 chilometri, e per distanza media a partita, pari a 12,3 chilometri. È inoltre al vertice per passaggi totali, 436, e per tocchi di palla, 503, secondo l’elaborazione dei dati forniti da Sofascore, DataMB e FBref.
Limitando l’analisi al Bologna, il giocatore è primo per precisione nei passaggi, in particolare nella metà campo avversaria, dove ne ha completati 206, e nell’ultimo terzo di campo, con 98. Numeri che fotografano il suo coinvolgimento nella manovra e il peso assunto nella costruzione del gioco rossoblù.
Tra gli episodi più significativi c’è anche la punizione calciata contro il Napoli e indirizzata sulla testa di Theate. L’azione aveva portato a un gol, poi annullato dal Var per un fuorigioco millimetrico del difensore belga, nell’ultima partita di Vincenzo Italiano sulla panchina del Bologna prima dell’esonero. L’assist non è stato convalidato, ma ha confermato la qualità del piede del centrocampista.
In una fase difficile, Ferguson resta dunque una delle certezze della squadra. Il suo rendimento da solo non basta a cambiare il cammino del Bologna: per allontanarsi dalla parte bassa della classifica sarà necessario un salto di livello da parte dell’intero gruppo.